Credo che oggi tutti siano concordi sul fatto che una piccola impresa, senza alleanze, senza strategie di rigenerazione o miglioramento sia costretta ad arrendersi. A volte parliamo di alcune decine di anni di sana imprenditoria che si spengono in pochi mesi sotto la continua pressione di giganti industriali oramai globalizzati.

Cosa si può fare? Ci chiedono molte aziende.

L’unica risposta è investire in strategie, tecnologie e servizi che permettano di creare quel valore aggiunto nello specifico settore merceologico della vostra azienda che vi permetta di differenziarvi dalla concorrenza e soprattutto dai “colossi” industriali che nel gestire molteplici competenze ovviamente non possono avere una peculiarità di “servizio” come invece potrà avere la vostra impresa.

Rigenerarsi, migliorarsi, innovare e prima di tutto liberarsi dai vecchi schemi imprenditoriali che permettevano di innamorarsi di un business per tutta la vita.

Oggi viviamo nell’ipercompetizione.

Il nostro consiglio è si, innamoratevi del vostro business ma solo il tempo necessario.

Ciò significa cambiare direzione ogni qualvolta si capisca che il business in uso comincia a deteriorasi. Molti di voi si sentono “costretti” a cambiare perché questa costrizione viene percepita e capita solo nel momento in cui il vostro business comincia ad essere seriamente danneggiato.

Non dovrà essere mai più così. Dovrete cominciare a pensare ai nuovi business proprio mentre il vostro attuale business vive il momento di massimo splendore. Sappiamo benissimo che non è facile distogliere l’attenzione dalla gestione del business trainante, ma dovrete farlo, altrimenti quando capirete che è finito saranno finite anche le risorse per crearne di nuovi.

Questa nostra visione dell’attuale economia è confermata dall’immenso numero di piccole e medie aziende che tutti i giorni si trovano in enormi difficoltà economiche e che nella maggior parte dei casi sopravvivono alla crisi grazie ad un polmone bancario.

Noi di Short Connection Italia riteniamo che la parola d’ordine per il futuro sia cambiare e rigenerarsi continuamente senza mai assopirsi sui successi ottenuti.

Conquistare quote di mercato, posizionarsi, inventare strategie di prezzo o economie di scala, acquisire vantaggi competitivi: nessuna di queste azioni è oggi sostenibile a lungo in nessun settore. Quindi quando un bravo imprenditore raggiunge questi obbiettivi deve già pensare ad altre situazioni che lo portino in condizione di vantaggio quando comincerà il declino dovuto all’ipercompetizione.

Solo un piccolo esempio.

Anni fa un caro amico, esperto del settore alimentare, ebbe l’intuizione di creare uno tra i primi stabilimenti di pizze surgelate. Per alcuni anni ha ottenuto discreti ricavi, ma ogni qualvolta parlavamo del futuro della sua iniziativa, lui aveva ben chiaro che il suo business sarebbe durato fino a quando le multinazionali dell’alimentazione non avessero deciso che quel segmento di mercato era maturo anche per loro. Quando ciò è accaduto, il mio amico ha ceduto senza esitazioni il suo stabilimento di pizze surgelate. Una cessione ovviamente indolore e con enormi ricavi proprio perché il suo business era stato concepito a termine fin dall’inizio.

Questo è un esempio di grande razionalità strategica all’interno di una immensa creatività imprenditoriale. Credo che oggi e ancor più in futuro, nessun imprenditore potrà ignorare questo esempio.

http://www.shortconnection.com

 

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